Freitag, 22. November 2013

solo di fotterla,



la volta successiva, feci trovare una rosa per Cristina, quando gliela diedi la cavallona mostro il suo sorriso tutto denti, era brutta pure quando sorrideva! ma io volevo il suo culo e le dissi che era un omaggio per la sua bellezza, lei arrossì ma mi tranciò dicendo che non era così, che era una donna brutta e che oltretutto era pure sposata.
Avrei voluto darle ragione dicendole: sei un gran cesso di donna ma voglio incularti a sangue! Però cercai un'altra strategia. Continuai a farle complimenti per tutto il mese ma lei sempre sviava le mie attenzioni abbassando la faccia da cavalla e lavorando come un mulo, ovviamente.
Il mio cazzo chiedeva solo di fotterla, magari sul mio bel divano di pelle marrone... non resistetti più e un giorno, mentre stava pulendo un mobile con un panno, la andai dietro e la cinsi ai fianchi, il mio cazzo duro premette sul suo grosso culo sodo. Lei fece un salto ed esclamò: ma cosa fa! La prego mi lasci... continuai a stringerla dicendola nell'orecchio quanto la volevo, ma lei resisteva, intanto continuavo a strofinare il cazzo sul culo, lei dava segno di cedimento e iniziai a leccarle il collo, portando le mani sulle tettone.
Cercava di ripetere che era sposata ma io non la sentivo e stringevo le sue mammelle... alla fine cedette e si voltò, la troia mi infilò la lingua in bocca, e invece di farmi schifo mi eccitò! le tirai i capelli e la porca mi guardò con occhi imploranti di lussuria. La spogliai togliendole il camice e liberandole le tette morbide dal reggiseno, sotto indossava un collant nero che le abbassai. non riusciva a camminare bene con il collant a metà coscia e riuscii a spingerla sul mio divano. scoprii il culo abbassando gli slip, era come lo immaginavo, sontuoso e morbido, allargai le natiche e vidi che i buchi erano ricoperti da una folta peluria che mi eccitarono ancora di più! non resistetti al desiderio e mi fiondai a leccarli con passione. La troia gemeva dal piacere, dopo poco dalla figa grondava tanto miele e il suo culo si stava dilatando come speravo. Mi spogliai anch'io e le mostrai il mio cazzo duro, alla vista si impressionò, allora le dissi di guardare davanti e spinsi la cappella paonazza e lucida nella figa, Cristina urlò per l'impeto e io presi a chiavarla con foga. Cavalcai la giumenta come meritava con colpi forti e ripetuti, intanto sputavo sul buco del culo peloso e lo penetravo con le dita.
"ti piace questo trattamento da troia vero?" Le dissi mentre la chiavavo, lei provava a rispondere "sì" ma sussultava ad ogni movimento di reni.
dopo un po tolsi il cazzo e mirai al culo, le premetti la schiena in basso per far alzare il culo e iniziai a penetrarla mentre la puttana gridava e affondava le dita nel mio divano di pelle. In pochi secondi riuscii ad affondare gran parte del mio grosso cazzo nel suo culo. Con il piede le premetti la testa per soggiogarla ancora di più, doveva capire che lei era solo la cavalla da monta che volevo sborrare.
la chiavai forsennatamente in culo per diversi minuti, quando lo tirai fuori vidi che era un po' sporco! Mi incazzai, la presi per i capelli e le alzai il viso. "Guarda il mio cazzo troia! Me l'hai sporcato!" Esclamai sputandole in faccia. "Ora me lo pulisci!" dissi infilandoglielo in bocca, le impedii di usare la mani e cominciai a chiavarla in bocca spingendo la cappella fin nella sua gola. La cavalla gemeva e le lacrime scendevano sul suo viso orrendo. "Brutta zoccola, sento i tuoi dentoni sul cazzo!!" Nonostante fosse un cesso la puttana sapeva succhiare bene, aveva una bocca accogliente per tutto il mio enorme bastone di carne. Ebbe diversi conati di vomito, ogni tanto le toglievo il cazzo, per evitare di farla vomitare sul mio divano nuovo. "Apri la bocca!" Le comandavo e lei ubbidiva tirando pure fuori la lingua e io le sputavo dentro. Ad un certo punto squillò il cellulare, l'aveva nel camice che ora era a terra, glielo presi e le dissi: "rispondi, chiunque sia!" lei lo prese in mano io intanto la ribaltai sul divano e le alzai le gambe sopra le mie spalle per incularla nuovamente. "E' mio marito, non posso rispondere!" Mi disse implorante.
"Rispondi ho detto!" E le infilai il cazzo in culo. "Pronto amore? - disse facendo finta di niente, ma sulla sua faccia di cavalla si disegnavano desiderio e dolore - non ho ancora finito, qui c'è tanto da fare... - disse con una smorfia di dolore, poi mi guardò negli occhi e la zoccola sorrise - si caro ci vediamo pompini bionde stasera quando torni!" Appena chiuse tolsi il cazzo dal culo e prendendola dal braccio la strattonai portandola quasi di peso nel bagno: "Ti sborro nel cesso, il posto dove dovresti stare!" La feci sedere per terra vicino al water e chiavandola in bocca le sborrai sul viso inondandola di sborra. La troia era sfatta, tutta imbrattata di sborra bianca e densa. "Adesso sì che sei carina!" le dissi, poi la presi dai capelli e le infilai la faccia nel cesso tirando lo sciacquone. "Lavati troia, non puoi tornare così dal tuo cornuto!"
Tornai nel mio ufficio, dopo alcuni minuti lei uscì abbastanza in ordine, solo i capelli un po' umidi, non disse niente e andò via.

rompe lo sfintereeeee……



Emanuela è una ragazza di 26 anni, molto troia, e amante delle situazioni bizzarre. E’ attratta sia dagli uomini che dalle donne e le piace essere messa al centro di situazioni perverse. E’ alta, ha una faccia a maialina, capelli a caschetto castani, due belle tettine piccole ma sode, e soprattutto un bel culetto sodo e prominente.
Emanuela e il suo uomo, Fabio, decidono di andare alla stazione a rimorchiare qualcuno tizio per un triangolo. Vanno nella zona dei gabinetti dove di solito ci sono persone che cercano incontri particolari.
Emanuela, per farsi notare, inizia a leccare un lecca lecca rotondo molto lentamente, come se stesse succhiando la cappella di un cazzo. Un tipo inizia a squadrarla e allora Fabio ed Emanuela gli fanno capire che vogliono entrare in contatto con lui. E’ un tipo di statura normale, abbastanza robusto e veste dei jeans che mettono in evidenza un pacco ben fornito. E’ un po’ rozzo ma abbastanza pulito.
“Salve” dice Emanuela, mostrandosi intraprendente,
“ti va di andare a bere qualcosa e far due chiacchere con noi ?”
“Certo ! Se poi la discussione continua come dico io …. mi va ancora meglio ….” dice il tipo ridendo.
“Potremmo andare qui al bar della stazione” dice Fabio, e tutti e tre si avviano verso il bar.
Fabio e Paolo, così si chiama il tipo, prendono una birra, Emanuela un gelato, e si mettono a sedere in un tavolo.
Emanuela inizia a leccare il gelato in modo provocante e poi dice
“Tu che gusti hai ?
Ti piacerebbe fare qualche cosa con noi ?”.
“Io sono di larghe vedute” dice Paolo
“faccio di tutto. Sono stato poco fa a vedere un film porno e siccome sono arrapato stavo cercando qualcuno con cui fare un po’ di porcate, o uomo o donna.”.
“Bene,” dice Fabio
“vedo che sei la persona giusta. Bazzichi spesso questi luoghi ?”
“Si, vengo spesso qui per fare incontri interessanti. Poi di solito si va in uno dei vagoni in deposito in testa all’ultimo binario. E’ facile trovarne uno vuoto e non si avvicina nessuno. Ci vado con persone che incontro vicino ai gabinetti come voi. Tre giorni fa io e dei marocchini che di solito bazzicano la stazione ci siamo lavorati un ragazzo, uno di questi vagabondi che girano per le città. Voleva che gli offrissimo del vino e noi gli abbiamo fatto un bella innaffiata di sborra !”
“Raccontaci un po’ ” chiede incuriosita Emanuela.
“Abbiamo attirato il ragazzo, 20 anni biondo e efebico, in una di queste carrozze con la scusa di farci un bicchiere e poi lo abbiamo immobilizzato e ce lo siamo fatto.
Pensate che era vergine e s’è dovuto beccare in culo un cazzo nero che faceva spavento..
Gli abbiamo insegnato a fare i bocchini e alla fine uno dei neri l’ha fatto godere mentre io lo inculavo e un altro si faceva fare un pompa !. Il fatto è che gli è piaciuto parecchio, e fino a che è rimasto in città abbiamo continuato a fare giochini del genere. E’ diventato un succhiacazzi magistrale.”
“Uhhh, deve essere stata una goduria tremenda incularsi un ragazzo dal culo stretto” dice Emanuela che poi aggiunge
“Perché non andiamo a casa nostra e ci mettiamo un po’ più comodi ?”.
I tre si alzano e si dirigono verso la macchina di Fabio ed Emanuela. Dopo un breve tragitto i tre sono a casa.
Appena arrivata Emanuela dice
“Uhh, ho voglia di pisciare devo andare in bagno, accompagnatemi.” e tutti e tre si dirigono in bagno dove Emanuela, levatasi i pantaloni, si siede sulla tazza per pisciare. Poi fa cenno a Paolo di avvicinarsi e sempre seduta inizia ad accarezzargli la patta e a slacciargliela. Tira fuori un cazzo più o meno uguale in lunghezza a quella di Fabio ma più grosso e dice
“Mhhh che sleppa che hai …. Glielo devi aver sfondato il culetto a quel ragazzo” e mentre anche Fabio se lo è tirato fuori e se lo sta menando, Emanuela imbocca il cazzo e inizia a slinguarlo e pomparlo freneticamente.
Ad un certo punto smette, e con il cazzo in mano si volta verso Fabio leccandosi le labbra e con una faccia da maialina gli dice
“Ha un buon sapore ….. assaggia anche tu, dai.” Prende la testa di Fabio e dolcemente ma fermamente la spinge verso la verga turgida di Paolo. Fabio apre la bocca, ingoia il grosso cazzo e inizia a succhiare con diligenza.
“Hai sentito che buon sapore ?” dice Emanuela, e poi rivolgendosi a Paolo
“Fabio sa scopare e inculare bene ma sa anche fare ottime pompe. Guarda come te lo sta gonfiando. Dai succhia, succhia questa bella minchia mentre io ti succhio la tua” e Emanuela imbocca il cazzo di Fabio ben dritto.
I succhiaggi continuano fino a quando i tre non vanno nella più comoda camera da letto. Lì, Emanuela dice in modo volgare
“Ho voglia di un bel palo caldo dentro la spacca” e si mette a pecorina esortando Fabio a prendere il cazzo di Paolo in mano e avvicinarglielo alla fica.
“Dai” geme Emanuela “imboccami il cazzo nella fica porcone, che ora Paolo mi fa fare una bella cavalcata e mi riempie la pancia di sborra. Uhhh come è grosso e duro.”
Fabio, dopo avere appoggiato il cazzo di Paolo nella fica di Emanuela si avvicina con il cazzo ritto alla sua bocca e glielo struscia sulle labbra.
Paolo, eccitatissimo dalla troiaggine di Emanuela, le spinge il cazzo con violenza dentro la fica, apostrofandola con frasi volgari
“Eccotelo tutto, vacca. Te lo senti fino all’utero, troia. Ora ti slargo questa fica da stronza e ti faccio un lavoretto che dovrai camminare a gambe larghe per almeno una settimana.” Inizia, così, una galoppata violenta con colpi possenti che sbattono Emanuela avanti e indietro sul cazzo di Fabio.
Emanuela si leva il cazzo di bocca e inizia a dire rivolta a Fabio, ansimando
“Cazzo, mi sta svangando la fica … ohhh …. mi sta riempiendo tutta con quel cazzone…. mi sfonda l’utero … dai, dai sfondami .. sfondami ….. dai che dopo te lo faccio provare nel culo …. ti faccio riempire come un otre ….. cazzo come mi sento piena in pancia …….. dai .. daiiii … godooo ….. godooooo come una maialaaaaaa…..”
Fabio, intanto, se lo mena e poi lo rimette i bocca ad Emanuela. Le tiene ferma la testolina mora e inizia a scoparla in bocca dicendole parole volgari
“Te lo senti tutto in bocca ora troietta …… senti come ti arriva in gola puttana da quattro soldi ….”
Paolo, eccitato dalle parole di Emanuela e Fabio, continua a trapanare Emanuela con colpi violentissimi , unendosi al turpiloquio dei due
“Senti come ti sto limando la fica, bella vaccona ….. sei così troia che ti faresti scopare anche in mezzo di strada …… ti spacco la schiena in due con questo cazzo ….. ti riempio la fica di sborra ora….. troia ti sto per allagare l’utero …….. vengoooo …… vengooooooo ……”
Nello stesso istante anche Fabio viene sulla faccia di Emanuela che, stralunata dal piacere, grida
“Siii ….. godo come una cagna in calore …. innaffiatemi di sborra fino in gola ….. godoo come una troiaaaaaa …….”
Con la bocca ancora sporca di sborra Emanuela bacia Paolo e i due fanno un lungo lingua in bocca. Poi Emanuela dice
“Andiamo in salotto, beviamo qualcosa e poi facciamo qualche altra maialata !” I tre vanno nell’ampio salotto di casa dove Fabio versa da bere dello spumante ghiacciato. Poi si mettono a sedere nel divano ed Emanuela tira fuori una foto di una ragazza nuda in un posa molto provocante e la mostra a Paolo.
“Questa è Irene, una ragazza di 19 anni .” dice Emanuela
“E’ molto porca, lo prende in culo, si fa fottere da due uomini contemporaneamente e si fa anche pisciare addosso. Ti piacerebbe conoscerla ? Ti potremmo invitare una sera alle nostre orgette. Pensa che una settimana fa avevamo organizzato un’orgia e c’era anche Irene. Mi ha fatto una leccata eccezionale e poi me la sono slinguazzata tutta. Alla fine le ho fatto fare una bevuta di piscio bella abbondante. Mi bagno solo a pensarci ! Ma ora basta con le chiacchere, ho voglia di fare qualche altra maialata!.
Vieni Fabio, ora tocca a te ” dice sorniona Emanuela, con una faccia da troietta.
Fabio è un po’ titubante perché non ha mai preso cazzi così grossi in culo. Emanuela tira fuori una pomata lubrificante e poi gli dice
“Mettiti a pecorina che ti lubrifico un po’ il culo se no te lo strappa !”
Fabio si mette a pecorina mentre Paolo gli prende la testa, dice
“Mentre Emanuela ti lubrifica il buchino dai una bagnatina al bastoncino ” e glielo mette in bocca. Fabio inizia a pompare ed Emanuela sottolinea l’azione commentando
“Gli piace leccare lo stecco ……. uhhhhh …… gli si sta rizzando il cazzo mentre ti succhia la nerchia e io gli sto accarezzando il buco …” E Paolo, di rimando, lo incita dicendoli “Dai gonfiamelo bene che poi te lo pigio in culo …. così da bravo”
Emanuela, ad un certo punto, dice a Paolo
“Va bene. Ora ce l’hai bello duro, faglielo provare in culo. Aspetta che te lo spalmo con un po’ di vasellina, poi tu glielo metti in culo mentre io gli succhio il cazzo, così lo facciamo godere da tutte le parti !”
Poi, rivolta a Fabio gli ordina
“Tu mi devi dire ad alta voce quello che ti fa Paolo, così sarà ancora più eccitante.”
Paolo si mette dietro Fabio e inizia ad appoggiargli il possente cazzo fra le chiappe.
Fabio, come aveva ordinato Emanuela, inizia a descrivere l’azione.
“In questo momento me lo sta appoggiando sull’ano. Ecco ora mi sta mettendo la cappella grossa dentro ……. ahi ….. ahii che male ce l’ha grosso …. sta spingendo ……. mamma che male ….. porca zozza mi rompe lo sfintereeeee…… mi spacca ….. ahiooo ……aghhhhhhhh …. me l’ha messo tutto…. È come se avessi un cilindro bollente in culo …. cazzo me l’ha messo fino in fondo … ora mi sta pompando …. piano .. pianoooo …..”
Emanuela sega il cazzo di Fabio e carezzandogli la testa lo incita “Dai che ora ti stai abituando a questo bel palone che ti spinge la cacca dentro gli intestini ……. uhhhhh …… che cazzo ritto che hai ora … allora ti piace …. vieni che te lo prendo un po’ in bocca ” e inizia a pomparlo per poi fermarsi. e continuare a incitarlo “….. senti come ti sta svangando il culo … gli stai cacando il cazzo in culo bene bene….. dai Paolo fagli sentire il cazzo fino agli intestini …… riempilo bene di sborra….fagli un bel clistere ……….”
Emanuela si rimette a succhiare il cazzo di Fabio e dopo una lunga pompata si mette a segarlo “Dai che ora fai una bella innaffiata…. ti piace il cazzo in culo eh ?”
“Mi sta limando il retto …. me lo sento tutto bello riempito …..vengooo … vengo …. vengoooo……” e Fabio viene con un lungo getto di sbroda mentre Emanuela continua a segargli freneticamente il cazzo.
“Cazzo mi strizza la fava nel culo …… ha delle contrazioni pazzesche ….. gli
piscio la sborra nel culo …. eccoooo …. godoooo …..” e anche Paolo gode riversando una grande quantità di sborra nel culo di Fabio.
Emanuela leva il cazzo di Paolo dal culo di Fabio e si mette a leccare il buchetto bello aperto. Poi con un espressione golosa si mette a ripulire il cazzo di Paolo dei residui di sborra e merda che ci sono.
“Uhh che buon sapore aspro di sborra e merda” dice dopo avere ripulito tutto il cazzo di Paolo “te l’ha pigiato proprio in fondo al culetto”.
Paolo si riveste, deve anal tornare a casa. Emanuela, però, gli propone di restare in contatto.
“Hai visto quella ragazza della foto” gli dice ricordandogli di Irene
“potremmo fare un’orgetta con lei. Potresti far venire uno dei tuoi amici marocchini di cui ci hai parlato. Credo che Irene non abbia mai provato una doppia penetrazione con cazzi molto grossi. Ci si potrebbe divertire.”
E con questo si salutano, certi di rivedersi presto.


spürte die Gerte,



Frank kannte ich durch meinen Job, er war Vertreter und wir plauderten öfters mal wenn er im Hause war. Irgendwann lud er mich mal ein und wir waren ausgegangen, ganz normal und es war sehr nett. Als er mich ein halbes Jahr später fragte ob ich Abends ihn zum Essen begleiten wollte stimmte ich zu. Der Abend verlief recht normal bis man auf das leidige Thema zwischenmenschlicher Beziehungen kam. Frank meinte dass er noch keine feste Beziehung suche da er dominant sei und es im Moment sehr genoß dies frei ausleben zu können. Nach meiner Erfahrung mit Manfred hatte ich das Thema auf meine Liste gesetzt und ich fasste den Entschluss meine bisher eher dürftigen Erfahrungen auszubauen.
Ich sah ihn an und gestand ihm dass ich devot sei, nicht wisse wie weit aber gerne mehr Erfahrungen sammeln möchte. Frank schaute mich an und hakte nach ob ich mit ihm eine Session machen wolle. Ich sagte ja und er fing an das Spiel aufzubauen, zuerst verlangte er dass ich zur Toilette gehen müsse und mich dort von BH und Slip trennen solle, nachdem ich zurück war forderte er mich auf ihm Slip und BH auszuhändigen. Er zahlte und rief ein Taxi, während wir warteten gab er mir die Order wenn das Taxi da ist hinten mittig Platz zu nehmen, dabei solle ich den Rock so anheben dass mein nackter Arsch auf den Polstern ist. Zudem müsse ich die Beine sprizen und den Rock so weit hochschieben dass man im Rückspiegel meine Fotze erkennen kann. Es war mir peinlich aber ich saß so im Taxi, wurde feucht und Frank unterhielt sich mit dem Fahrer wegen des Fahrzieles. Während der Fahr bemerkte ich wie der Fahrer wann immer es ging in den Spiegel schaute. Als wir am Ziel waren wunderte ich mich etwas denn Frank hatte als Ziel einen großen Parkplatz nahe des Fußballstadions ausgewählt. Es standen einige Fahrzeuge im dunkeln aber ansonsten war der Platz leer. Frank sah den Fahrer an und fragte ob er die 9,80 DM haben wolle oder ob er sich lieber von mir wichsen lassen möchte. Ich war geschockt aber gleichztig zuckte ein Blitz durch meinen Kopf und ich war schlagartig enorm geil. Der Fahrer entschied sich ohne zu zögern für abwichsen und so dirigierte Frank den Wagen zu einem sehr schwach beleuchteten Punkt am Ende. Er forderte aus meine Titten frei zu legen und ihm vor dem Wagen den Schwanz zu wichsen, abspritzen solle er auf meine Euter und ich hätte dies dann mit der anderen Hand einzureiben. Eine bizarre Szene, ich hockte oben ohne vor dem Taxi, meine Brüste so dass er gut draufspritzen konnte und ich wichste ihn. Als er zu stöhnen begann und sich sein Orgasmus ankündigte schloß ich die Augen und kamm auch. Ich war so in den Orgasmus vertieft dass ich erst wieder wahrnahm als mich Frank an den Haaren zog und sich vom Fahrer verabschiedete.

Oben ohne, an den Haaren gepackt führte mich Frank ohne jedes weiter Wort in Richtung Waldstück. Nach etwa 5 Minuten nahm steuerte er auf eine Bank zu, nahm Platz und fordert mich auf vor ihm zu stehen, meine sollte ich in denHände im Nacken legen. Ich war nass, geil und wollte ficken aber Frank begann zu reden, er sagte mir dass er mich nicht ficken würde aber ich solle drei weitere Schwänze befriedigen. Zuerst solle ich meine Fotze ficken lassen, der nächste dürfe mir in den Arsch ficken und zuletzt müsse ich einen Schwanz leersaugen. Ich könne ablehnen dann sei es jetzt hier beendet und wir fahren zurück oder aber ich wolle dies tun dann müsse ich mich vor ihm hinknieen und ihn darum bitten mich als Nuttenfotze anzubieten. Ich dachte kurz nach aber meine Gedanken waren nicht von realer Existenz denn die Geilheit war zu stark, als ich kniete und mit der Bitte fertig war bekam ich 4 saftige Ohrfeigen. Danach durfte ich meine Bluse anziehen und wir gingen zum Taxistand. Frank nannte einen Swingerclub in der Nachbarstadt und wir fuhren los. Im Club hielt Frank sich nicht lange mit Förmlichkeiten auf, suchte drei Männer aus und so begab man sich relativ schnell in die untere Etage in den SM Raum. Frank wies die Männer an aber zuerst bekam ich mit dem Paddel 10 Schläge auf den Arsch, danach mußte ich in die Liebesschaukel und der erste dufte meine Fotze ficken. Er war um die dreißig, kam viel zu schnell und es kam wenig Geilheit bei mir rüber. Das änderte sich beim zweiten, er hatte einen recht dicken Schwanz der längenmäßig in etwa 16-17 cm bot und er war ausdauernd, sehr ausdauernd. So lang und intensiv wie von ihm wurde ich bis jetzt nie wieder arschgefickt. Bis er kam hatte ich drei Orgasmen und mein Loch tat danach auch weh. Mittlerweile völlig aufgegeilt von der Situation blies ich den letzten, er war mitte fünfzig mit einem knorrigen von Adern durchzogenen Schwanz. Er war etwas übergewichtig und als er kam grunzte er nur, Frank wies mich an alles zu schlucken und so kam Orgasmus Nummer vier. Nachdem sie durch waren bat komplimentierte Frank sie aus dem raum, schloß die Tür und verband meine Augen. es folgten Fußfesseln mit Spreizstange, Kopf und Hände kamen in den Pranger. Ich sah nichts aber spürte die Gerte, zuerst auf dem Arsch, dann auf den Schenkeln, Es zog und mir liefen das erste mal Tränen was Frank nicht daran hinderte mich weiter zu bearbeiten. Er löste mich aus dem Pranger und zog meine Arme mit etwas nach oben, es folgte die Peitsche auf Rücken und Brüste und als ich zitterte und heulte platzierte er mich auf einem gynäkologischen Stuhl. Ich hörte nur wie sich die Tür öffnete und dann geschah erst mal nichts. Nach kurzer Zeit hörte ich viele Stimmen und dann begriff ich dass Frank Männer in den Raum geholt hatte. Ich hörte nur noch wie er sagte dass sie mich alle vollwichsen sollten und dann spürte ich diesen fiesen Schlag zwischen meine Beine. Wehrlos gefesselt nahm mir einer auf geheiss von Frank die Augenbinde ab und ich sah wie Frank mit einer dünnen lederpeitsche zum nächtsen Schlag ausholte und sah nur noch wichsende Männer um mich herum, ich schloß die Augen und entschwand in einem gewaltigen ficken mit der Chefin Orgasmus aus Lust und Schmerz. Als mich Frank aus diesem Traum in die Besinnung holte waren die Fesseln gelöst, der Raum leer und ich hatte das Gefühl jeder Quadratzentimeter meines Körpers zwischen Titten und Fotze war mit Sperma bedeckt.

Später als ich duschte merkte ich die Striemen, sie brannten und schmerzten aber ich konnte nicht anders und mußte mich befriedigen. Mir wäre vor einem halben Jahr nie in den Sinn gekommen welche geilen Urtriebe in mir wohnten. Dennoch zog ich es vor Arbeitsplatz, Wohnort und Job zu wechseln und wollte in Zukunft BDSM lieber in einer Beziehung führen

beobachten, denn jetzt



Noch nie hatte es meine Frau in einem kommerziellen Etablissement getrieben und es hatte uns auch gar nicht gereizt. Da das Interesse geeigneter Herren aber immer geringer wurde, beschlossen wir, zusammen mit Lenes Geliebten mal einen Versuch zu wagen.

Bislang sprach ich hier immer von „meiner Frau“ bzw. „meinem Weib.“ Tatsächlich aber ist das ab dem Moment, in dem sie sich mit ihrem Geliebten trifft, gar nicht mehr zutreffend. Dann nämlich sind sie ein Paar, sie ist seine Geliebte, er ihr Liebhaber und ich so etwas wie ein freundlich geduldeter Freund. Im folgenden Text werde ich mich nun bemühen, diesem peinlichen Umstand Rechnung zu tragen.

Punkt 17:00 Uhr stehen wir vor der Bremer City-Sauna. Der Eintritt ist kostenlos für Freuen, Männer haben jedoch jeweils 16 Euro zu bezahlen. Schon in der Umkleidekabine hat Lenes Liebhaber einen Wahnsinnsständer.

Doch erst nach dem ersten Saunagang geht es im „Ruheraum“ auf die Matte. Ich versuche, mich am anderen Ende der Liegefläche unbeachtet zu entspannen. Bei der ausgiebigen oralen Vorbereitung kommt Lene gut in Fahrt, so dass ihr Geliebter übergangslos sein ganz exklusives Recht in Anspruch nehmen kann. Er allein ist der Einzige auf dieser Welt, mit dem Lene auf jegliche Verhütung verzichtet. Immerhin achten beide darauf, dass sie erst ab dem 18. Tag ihres Zyklus ungeschützt miteinander verkehren.

Triebhaft dringt der stolze Phallus ungeschützt in die klaffende Wunde. Während Lene die Penetration in Missionarstellung jauchzend zu würdigen weiß, kommen ein paar weitere Besucher in den Saunabereich. Ein Kerl mit einer unschönen Wampe traut sich immerhin, den Kopulierenden eine Weile zuzuschauen, alle Anderen halten sich allerdings diskret zurück. So können nur der Fremde und ich einen Stellungswechsel beobachten, denn jetzt ist es Lene, die ihren Geliebten so hemmungslos reitet, dass es laut klatscht und schmatzt. Doch erst nach einer vollen Viertelstunde wird auch das männliche Stöhnen immer lauter, bis es schließlich zum gemeinsamen Höhepunkt kommt. Ich stelle mir vor, wie in diesem Moment agile Spermien in Lene strömen und von der zuckenden Fotze gierig aufgesaugt werden.

Als wir kurz nach dieser Nummer zu dritt dem normalen Publikum unter die Augen treten, erklärt einer der Herren anzüglich, man habe sich schon Sorgen gemacht, weil sich das eben angehört habe, wie ein Asthmaanfall. Ich schäme mich ein wenig, dass Lene sich so unbeherrscht hatte gehen lassen und auch, dass jetzt der Samen ihres Liebhabers aus ihrer Scham quillt. Fehlt hier nicht ein Hinweis: „Kein Sperma aufs Holz“!?

Doch Lene und ihr Geliebter teilen meine Befangenheit nicht und auch die Anderen zeigen sich tolerant. Man bemüht sich sogar, Solidarität zu beweisen: „Aber dafür sind wir alle doch schließlich hier…“

Ganz sicher aber errät keiner der lüsternen Anwesenden, dass mir, dem mit dem kleinen Glied, gerade wieder einmal Hörner aufgesetzt worden waren. Gleichzeitig steht zu befürchten, dass die ekstatische Paarung ziemlich frustrierend auf das anwesende Stammpublikum gewirkt haben muss: Schließlich hat es ein Paar hier endlich mal so richtig geil getrieben, doch fast keiner hatte das wirklich im Detail gesehen, geschweige denn, ein wenig mitgemischt.

Während dieses Saunagangs herrscht Enge und ein älterer Herr starrt unverwandt und mit sichtlichem Verlangen auf die immer noch stark erigierte Nippel. Warum nur traut er sich nicht, sie einfach mal anzufassen!? Doch ich muss mir eingestehen, dass es mir in blonde gefikt diesem Moment kaum anders geht als ihm, denn auch ich fände es hier äußerst unangemessen, die offensichtlich verliebte Frau eines Anderen zu berühren.

So kommt es, dass, als wir nach zweieinhalb Stunden die Sauna verlassen, letztendlich nur Lene und ihr Liebhaber befriedigt sind. Nach einem langen, intensiven Abschiedskuss verabschiedet sich unser Freund auch von mir. Ich versichere ihm meine aufrichtige Dankbarkeit dafür, dass er die Frau, die jetzt ja wieder die meine ist, so überaus glücklich gemacht hat.


Mittwoch, 20. November 2013

il cazzo dalla



Quella mattina stavo giocando a calcio con la mia squadra, in trasferta. Eravamo in vantaggio per 2-0 quando mi accorsi che Michela, una mia amica, mi stava guardando giocare. Visto che era una grande figa, mi eccitavo mortalmente. A 10 minuti dalla fine venni sostituito e riuscii a finire di fare la doccia prima che la partita finisse.
Sotto l’acqua bollente mi feci una sega, pensando alla mia amica.
Quando uscii dagli spogliatoi incontrai Michela che mi chiese:
“I miei genitori non sono in casa. Che ne dici di venire a mangiare a casa mia?”.
Io accettai subito.
Dopo cena ci sedemmo sul divano e accendemmo la televisione.
Non trovando niente di bello, Michela mi propose di vedere un film porno:
“Ciucciami la passera” con Selen.
La protagonista era una bagnina che aveva fatto una scommessa con una sua amica: chi sarebbe
passato davanti a lei con un rigonfiamento poco normale sotto gli slip, avrebbe dovuto scopare con Selen in una cabina pubblica.
Passarono un gran numero di persone, fra le quali un diciottenne che prese molto seriamente la proposta della bagnina sexy e, dopo essersela portata in una cabina, iniziò a scoparsela con un gran numero di particolari.
Vedendo quelle scene e avendo il seno di Michela a pochi centimetri dal naso, coperto solo da una
magliettina aderente, non mi trattenni.
Allungai la mano e palpai la tetta destra di Michela che mi guardò perplessa, ma poi si tolse la
maglietta: spuntarono le sue tette, che come pensavo, non erano coperte dal reggiseno.
I capezzoli erano piccoli e rosei, ma erano lunghi e duri come chiodi e la sua areola era larga 3-4 centimetri.
Cominciai a baciarle e a leccarle. Presi in bocca un capezzolo eretto e cominciai a succhiarlo.
Mentre succhiavo, giocavo con l’altra tetta, stringendola e palpandola, era un sogno!
Le sue mani cercarono il mio membro e cominciarono piano ad accarezzarlo mentre baciavo i suoi seni con avidità.
Si chinò su di me e se lo introdusse in bocca succhiando e pompando.
Dopo qualche pompata le dissi che stavo arrivando e lei, per tutta risposta, aumentò la velocità,
bevendosi tutta la mia calda sborra che un po’ finì sulle sue labbra.
Mi gettai a leccare la tenera fichetta, e Michela gemette spalancando la bocca.
E’ stato un piacere succhiare il suo nettare e sentirla fremere ad ogni colpo di lingua.
Ho continuato così a lungo, delicatamente, sollecitandole il clitoride alternativamente con un dito e
con la lingua.
Le labbra si bagnarono immediatamente e potei assaporare il profumo di lei, reso più forte e salato
dal sudore…
La cosa certo non dispiaceva a Michela che presto, inarcando la schiena raggiunse il suo primo
orgasmo della giornata.
Con la punta della lingua le ripassai i lobi delle orecchie poi la baciai sul collo, iniziammo a
baciarci con foga e dopo qualche minuto spingendola lentamente verso il basso si ritrovò distesa ed
io sopra di lei.
Le aprii le cosce. Michela non oppose resistenza e quando le fui sopra e le dissi:
“Michela, voglio scoparti!”, lei mi rispose:
“Fai pure! Ma fallo in fretta…”.
Michela mi passò le cosce intorno alla vita aiutandomi a scivolare in lei. Il suo pube prese ad assecondare il mio ed ben presto il ritmo dell’amplesso divenne frenetico.
“Sborra, sborrami dentro” gemette lei esaltata mentre con le mani mi afferrava le natiche e mi aiutava ad accentuare ancor di più il ritmo. Io finalmente esplosi in lei allagandola e lei reagì alle calde sferzate di sperma con un nuovo travolgente orgasmo.
Mi abbandonai ansante al suo fianco. Ci guardammo un po’ e mi chiese:
“Posso fare una doccia?”.
“Certo… mi piacerebbe farla con te” la implorai.
“Va bene”.
Così, nudi, ci siamo chiusi nell’esiguo spazio del box doccia.
Lei si inginocchiò davanti a me, le sue labbra morbidamente dischiuse a pochi millimetri dal mio cazzo. Lo strinse con una mano e diede un primo colpo di lingua sul glande. Alzò lo sguardo sorridendo, osservando la mia reazione.
“Ti prego - la implorai - prendilo in bocca!”.
In un attimo il mio uccello sparì tra le sue labbra, potevo sentire il suo palato, e la sua lingua che lavorava frenetica sulla cappella. Quando si accorse che il mio orgasmo era inevitabile si tolse il cazzo dalla bocca ma continuò a leccarlo. Io esplosi in una sborrata memorabile, schizzandola sul viso, lei lo riprese subito in bocca, ingoiando gli ultimi fiotti e ripulendo per bene l’asta, ed emettendo gemiti di piacere.
“Ti voglio prendere…”.
“Cosa vuoi, dimmelo, fa presto, non ne posso più…”.
“Ti voglio inculare…. Voglio montarti, cavalcarti ficcartelo così in fondo da farti urlare… Mettiti a pecora… Dai… Dammelo…”.
“Lo vuoi? E’ tuo, prendilo” lo appoggiai al buchino e spinsi piano.
Un gemito di dolore mi indusse a fermarmi.
“Fai piano ti prego”.
“Se non vuoi non lo faccio”.
“Si, dai, ma fai piano”.
Immersi ancora il mio membro nella sua fessura e riprovai cominciando a spingere lentamente, piano piano cominciò ad entrare. “Mmm, come sei stretta!” biascicai eccitato. “Ohh, come è grosso e duro! Mmm, dai muoviti un po’!” biascicò lei, appoggiando saldamente le mani al muro. “Ohh, sii, così, dai, dai! Adesso inculami, inculami più forte, dai! Ahh!” mormorò lei. Facevo avanti e indietro con la potenza degna di un toro. E lei subiva con lamenti e sussurri spezzati: “così … Sì … Ah … Come sei forte … ancora … sono tutta aperta … Ah …. Mi fai ancora male …Ah … Sì … Tienimi stretta … Possiedimi … No … Ah … Basta, basta …”…
Continuai così per circa dieci minuti: arrivai all’orgasmo, cacciai fuori il cazzo e sborrai sui peli della fica e tra le tette della figona. Uscimmo dalla doccia, tornammo in salotto e ci buttammo sul divano. La feci mettere a cavalcioni, con le ginocchia ai lati della testa, così che davanti al mio volto ora si apriva la sua figa palpitante, mentre lei si trovava di fronte al mio pene. Ela, sdraiata sopra di me, mi lavorava la cappella con la lingua ed io le ricambiavo il piacere dedicandomi con passione ora al suo clitoride ora al buchetto di quel culo delizioso di cui Michela è dotata. Apprezzava molto il trattamento ingoiando con sempre maggior foga il mio uccello ormai durissimo. Si lasciò chiavare dolcemente in bocca mentre io la leccavo appassionatamente e la portavo lentamente, ma inesorabilmente, verso l’orgasmo. Un suono gutturale sgorgò dalla sua gola oscenamente ingombra per il mio cazzo che le affondava in bocca, il suono si protrasse a lungo, mentre il suo corpo vibrava sotto di me travolto dalle piacevoli fitte dell’orgasmo. Non ancora soddisfatta, si sedette su di me, accogliendo il mio sesso nel suo. Cominciò ad ondeggiare sinuosa, mugolando per il piacere. Le accarezzai le cosce, poi le agguantai le chiappe, accompagnando il suo movimento: su, giù, su, giù… il paradiso! Rimasi così, immobile, ad ascoltare le sensazioni che arrivavano dal mio membro. Le toccavo le chiappe, il seno e tutto quello che potevo toccare. Il suo respiro era diventato molto pesante, poco dopo appoggiate le mani sulle mie spalle sollevò in parte il suo busto dal mio e mugolando di piacere accelerò decisamente il movimento del suo bacino. A quel punto sentii che mi stava portando velocemente all’orgasmo; allora mi attaccai alle grosse tette con le mani e qualche istante dopo vi affondai le dita stringendole forte mentre il mio pulsante pene emetteva una buona quantità di sperma che schizzando all’interno della sua vagina in preda alle convulsioni portò anche lei all’orgasmo.
Credendo che i genitori da un momento all’altro sarebbero tornati, Michela volle che le facessi un ditalino. Non ci pensai due volte. Michela avvertì le cosce divaricarsi. Un dito febbrile percorse lo spacco della sua intimità. Il mio dito prese a percorrere delicatamente lo spacco avanti e indietro: le labbra si inumidirono e inevitabilmente si spalancarono, aprendosi in tutta la loro estensione. In quell’istante cominciò a venire. Il dito mio si insinuò profondamente nel suo intimo provocandole un orgasmo inaudito; non poté trattenersi dal gemere. E fu probabilmente il movimento Sesso Gratis e questo crescere di mugolii, oltre all’ansimare che provocò il mio orgasmo. Lo sperma schizzò inizialmente prepotente tra i nostri corpi, poi prese a fluire vischioso imbrattando la pelle candida di Ela e insinuandosi tra le sue cosce, finendo sul divano…Dopo un lungo bacio, me ne andai felice di avere una nuova amica disposta a darmela senza troppi
problemi.

sie ihn doch



Im Sommer des letzten Jahres lernte ich bei einer Ü30-Party, zu der mich ein paar Freundinnen scherzhaft mitgeschleppt hatten, einen attraktiven aber auch etwas seltsamen Mann kennen. Er hieß Leonidas und war Biologielehrer. Soweit, so gewöhnlich, doch das was er mir dann erzählte, zugegebenermaßen in einem Separee und unter dem Einfluss von mehreren White Russians, ließ mir doch ein wenig mulmig werden.

Früher, so sagte er, sei er ja bei einem großen Unternehmen in der Forschungsabteilung aktiv gewesen und hätte dort auch nicht schlecht verdient. Er war dort mit der Entwicklung eines neuartigen Potenzmittels beschäftigt und sein Team hatte auf dem Weg dahin bereits einige Fortschritte erzielt, doch dann kamen die ersten Praxistests und das Schicksal nahm seinen Lauf. Da die Zielgruppe hauptsächlich aus Männern mittleren Alters bestehen sollte, lud man sich natürlich auch Personen aus deren Reihen in das Labor ein. Meist waren es abgeschmackte Singles, die vorallem das Geld brauchten und natürlich auch schon so manches Problem mit ihrer Erektionsfähigkeit gehabt hatten. Diesen gab man eine kleine Dosis, erst einmal nur um die Portionierung im Ungefähren festzulegen.
Am nächsten Tag erreichte sie eine Vielzahl von Anrufen, denn fast alle der Probanden hatten etwa ein- bis zwei Stunden nach Einnahme, oft noch auf dem Nachhauseweg einen Filmriß erlitten und waren an den seltsamsten Orten aufgewacht Einer rief die Forschungsgruppe zu deren großer Verwunderung aus dem Ruhrgebiet an, hatten sie ihn doch mit eigenen Augen am Abend zuvor noch in Luzern im Labor gesehen. Am Anfang dachten sie och, das wäre ein abgekartertes Spiel, vielleicht die "versteckte Kamera" oder ein geschlossener Jungesellenabschied, der sich einen Spaß daraus gemacht hatte die Forscher zu foppen!
Doch als schließlich ein Herr von der Kriminalpolizei anrief, realisierten sie das Ausmaß ihres Experiments. Überall im deutschsprachigen Raum, teils aber auch aus dem Süden Frankreichs, Norditalien und Osteuropa erreichten die Wissenschaftler Horrornachrichten. Zahlreiche Prostituierte waren Opfer von dem Anschein nach friedfertigen Freiern geworden. Die Tat lief immer gleich ab: Erst kam es zur Kopulation, irgerndwann meist zeitgleich mit der Ejakulation bissen die Probanden den hilflosen Frauen in den Hals und tranken offenbar deren Blut. Selten aber manchmal waren auch Männer unter den Opfern.

An diesem Punkt brach die Erzählung meines Gegenübers ab, denn seine Augen füllten sich mit Tränen und seine Stimme zitterte zu sehr um fortzufahren. "Und ich bin daran Schuld!", wiederholte er eine ganze Weile lang den immerselben Satz. Dann hatte er sich wieder soweit unter Kontrolle, um den Faden seiner Erzählung wieder aufzunehmen. Es sein ein Krisenstab eingerichtet worden, in der Firma. Zahlreiche Krisenmanager gaben ihre mehr oder weniger fundierte Meinung zu der ganzen Sache ab, schließlich standen ja auch Dinge wie Schadenersatz und Schmerzensgeld zu Debatte und der Konzern hatte mit seinem Geld natürlich anderes vor! Bis schließlich einer der Forscher glaubte eine rettende Idee haben. Warum nicht ein blutverdickendes Mittel forsorglich an alle Probanden verteilen? Dann wäre die Wirkung des entwickelten Mittels aufgehoben! Das Problem schien gelöst, doch ein weiteres hatte sich sogleich ergeben. Wie sollte man an die Amok laufenden Probanden herankommen?

Jetzt leuchte Triumph in dem schiefen Blick meines Gegenübers. "ICH hatte die rettende sagte!", sagte er lauter als gedacht, so dass sich ein paar Menschen in der Nähe pikiert umdrehten. Er habe sich die Adressen der Probanden besorgt und jedem einen Brief von einer fiktiven "Angelina J." geschickt, in dem etwas von einer "heißen Nacht" und "verbotenen Früchten" stand, gefolgt von einer Adresse in einem bekannten Stundenhotel im Zürcher Bahnhofsviertel. Am Tag darauf seien er und ein fünfzehnköpfiges Spezialistenteam aus Polizei, Katastrophenschutz und Berufsfeuerwehr mit der Eisenbahn nach Zürich gefahren und hatten bereits am Vormittag in besagtem Hotel aufgeschlagen. Dort hätten sie dann gewartet und gewartet und einen nach dem anderen festgenommen und anschließend sediert.

Der Gong ertönte. Die Jungesellentombola hatte begonnen Deutsche Pornos bevor mein Gesprächspartner zu einem Ende kommen konnte. Aufgeregt wartete ich, bis Leonidas an der Reihe war und bot eifrig mit. Als er schließlich von mir für 5000 Euro ersteigert wurde und wir uns mit dem Taxi zu meiner Wohnung aufmachten, setzte er ein letztes Mal an und erklärte mit schnellen Worten, dass viele der damals infizierten Freier heute ein völlig normales und glückliches Leben führten, nur halt ohne Erektion und demzufolge ohne Sex. Aber was sei das schon Wert im Gegensatz zu einer funktionierenden Beziehung, zahlreichen Kindern und einem Haus im Grünen.
Wir stiegen aus und oben am Nachthimmel glühten die Sterne. Heute Nacht würde ich also Sex mit einem Stück Zeitgeschichte haben.

Dienstag, 19. November 2013

mit leicht gespreizten



Es sollte ein ganz besonderer Abend mit ihm werden. Mit ihm, der sie so unglaublich glücklich machte, wenn sie mit ihm zusammen war und die wenigen Stunden die ihnen blieben, genießen konnte. Heute sollte es ganz anders sein als bei den anderen wunderbaren, leidenschaftlichen Begegnungen. In den letzten Wochen war nicht nur die reine Lust aufeinander Wirklichkeit geworden. Es war mehr. Es war eine Mischung aus wachsendem Vertrauen und auch ein intensives Gefühl der Zusammengehörigkeit.
Der Sex, den sie und er regelmäßig miteinander erlebt haben, ist schon viel mehr gewesen, als es sich all die gelangweilten Paare, denen man im Leben begegnet, in deren kühnsten Träumen vorgestellt hätten.
Doch all dieses sollte für sie nur ein kleiner erster Schritt gewesen sein. Ein kleiner Anfang für das, was sie in ihm an Leidenschaft und Begierde wachrütteln wollte. Heute war es soweit, sie hat mit ihrer Freundin Nicole gemeinsam eine Flasche von diesem erfrischend prickelnden Champagner geöffnet. Schon nach dem zweiten Glas wurde der Alltag vollständig ausgeblendet und ihr ging kein anderer Gedanke durch den Kopf, als die gemeinsame körperliche Lust mit ihm auf eine höhere Ebene zu führen.
Wie auch schon an den vielen anderen Abenden, bevor sie mit ihm zusammen kam, hat sie ihren zarten schlanken Körper liebevoll gepflegt. Schon das Duschbad mit den erlesenen Gels und dem herrlich duftenden Shampoo für ihre weichen, wundervoll dunklen Haare, ist ein Ritual, dass jeden Mann in Verzückung geraten lassen würde. Danach die Pflege dieser samtenen und leicht sonnengebräunten Haut. Ach, wenn er all diese Mühen hätte sehen können. Mit einer unglaublichen Geschicklichkeit wird ein zartes Makeup aufgelegt, das ihre wundervollen Augen so schön betont. Die duftenden, langen Haare werden heute offen getragen, weil er es liebt in ihnen mit seinen so kräftigen Händen zu spielen.
Er liebt es aber auch, diese Haare sehr fest zu packen, wenn sie sich lustvoll vor ihn kniet und er sein kräftiges Glied sehr hart in sie eindringen lässt. Sie weiß all dieses sehr genau. Sie weiß, was er will. Und genau aus diesem Grund hat Sie heute entschieden, dass er sie genau in dem Augenblick, in dem er die Haustür öffnet über sie herfällt.
Sie will von ihm hart genommen werden. Sie will, dass es keine Barrieren zwischen ihm und ihr gibt. Und das hat sie für diesen besonderen Abend vorbereitet. Sie hat sich für genau drei Kleidungsstücke entschieden. Um präzise zu sein sind es fünf Teile, wenn man diese wahnsinnig schönen, hohen Kunstwerke berücksichtigt, die als Schuhe bezeichnet werden. Sie hat ihren kurzen schwarzen Trenchcoat gewählt, der gerade einmal den Anfang ihrer so schönen Beine bedeckt. Schon ein Aufheben des heruntergefallenen Autoschlüssels wäre für den zufälligen Beobachter, egal ob es sich um einen Mann oder eine Frau handelt, ein erotischer Höhepunkt. Es wäre unter dem Trenchcoat nur der Ansatz ihres Höschens, welches sie zu tragen gewählt hat, ein kleiner Hauch von Nichts, zum Vorschein gekommen. Genau passend zu dem Oberteil, dass ihre zarten, perfekt geformten, empfindsamen Brüste bedeckt.
Die erste, die Ihren atemberaubenden Auftritt erleben darf ist ihre Freundin Nicole. Sandra genießt es sichtlich, sich lasziv an dem Rahmen ihrer Balkontür zu strecken und die begierig bewundernden Blicke von Nicole auf sich zu ziehen, die im gemütlichen Loungesessel an ihrem Champagnerglas nippt. Mit der Spitze ihrer feinen Zunge fährt sich Nicole über die Lippen und denkt darüber nach, wie sie Sandra davon abhalten kann, schon in den nächsten Minuten zu gehen. So gerne würde Sie sich Sandra nähern und mit ihren zarten Händen über diesen makellosen Körper streicheln, der eine so wundersame erotische Hitze ausstrahlte.
„ Wie spät ist es jetzt eigentlich? Sollte ich nicht schon bei ihm sein?“ Denkt sich Sandra insgeheim und will, nur um nach der Uhrzeit zu sehen, nach Ihrem Handy greifen. Das Handy liegt links von Ihr. Unten auf dem weißen, hochglänzenden Lowboard. Es ist eines jener wenigen Möbelstücke, die Ihr ausgesprochen geschmackvoll eingerichtetes kleines Haus schmückt. Nicole schaut ihr sehr aufmerksam zu. So als ob sie sich jede Mikrosekunde des vor ihr erfolgenden Bewegungsablaufes in das Gedächtnis brennen möchte. Erst die kleine Drehung nach links, bei der Sandra ihren linken Fuß, der mit diesem hochhackigen Kunstwerk an ihm schon an Schönheit in Perfektion denken lässt. Der leichten Drehung folgt das rechte Bein und Sandra fängt sich geschmeidig an, zu bücken. Sie bewegt nun ihren rechten Arm in Richtung Handy, was nun zwangsläufig dazu führt, dass Nicole einen fast freien Blick auf diesen mit fasst nichts bedeckten, pfirsichförmigen Po hat.
In diesem Augenblick ist es um Nicole geschehen. Wie von einer fremden Macht gezogen strafft sie ihren schlanken, sportlichen Körper und erhebt sich mit einer katzengleichen, eleganten aber gleichsam schnellen Bewegung aus dem bequemen Loungesessel und steht nur eine Sekunde später hinter Sandra. Ein klein wenig überrascht wegen dieser schnellen Bewegung von Nicole, hält Sandra inne und steht nun, immer noch leicht gebückt vor Nicole. Diese erotische Hitze, die sich auf den paar wenigen Zentimetern Abstand zwischen den beiden entwickelte, könnte eine Sonne zum Schmelzen bringen. Ein heftiger, wohliger Schauer fuhr beiden durch den Körper und ließ diese beiden wunderschönen Frauen nur noch Lust aufeinander verspüren. Beiden zog sich die Region unterhalb ihrer flachen durch regelmäßiges Yoga geformten Bäuche zusammen, als Nicole ihr zarte, rechte Hand auf eine Stelle legte, bei der Sandra ein Kribbeln durch den gesamten Unterkörper ging. Die Hand befand sich mit dem rechten Zeigefinger genau auf dem kleinen Stoffstreifen, der die linke Seite des Pfirsichs von der rechten Seite trennte. Mit dem feingliedrigen Mittelfinger und dessen Nachbarfinger, der leider namenlos bleibt, bewegt sich die Hand an die Stelle, an der Sandras Biene zusammen kommen. Wie von allein öffnete Sandra ihren Schritt ein wenig. Gespannt auf jede weitere Bewegung dieser Hand, die ihr eine Geilheit abrang, die sie schon eine lange Zeit nicht mehr mit dieser Intensität erleben durfte. Das Pulsieren zwischen Sandras Beinen und der Herzschlag von Nicole waren so heftig, dass beide für einen kurzen Augenblick annahmen, von wirklich jedem in der Nachbarschaft gehört zu werden.
Waren nicht auch ein paar Fenster mehr beleuchtet, als sonst üblich? War nicht der ein oder andere Schatten hinter den Vorhängen in der Nachbarschaft wahrzunehmen? Spielte das denn überhaupt eine Rolle ? Nein. Ohne ein Wort zu wechseln waren sich beide ihrer Gedanken bewusst. Und beide waren damit einverstanden, dass ein Außenstehender mitbekommen durfte, was in diesem Moment auf der kleinen Terrasse mit den beiden Frauen geschah. Sie waren sogar damit einverstanden, dass sie dazu beitragen würden, das abgestumpfte Sexualleben bei einigen Paaren in der Nachbarschaft positiv zu beeinflussen. Schon der Gedanke daran, dass andere sie schon seit Beginn des Abends beobachten würden, steigerte ihre Lust darauf jetzt, genau an diesem Punkt, weiterzumachen.
Während Sandra sich nun langsam aufrichtete und die Berührungen von Nicoles zärtlichen Fingern zwischen ihren Beinen genoss, führte sie ihre rechte Hand unter ihren schwarzen Trenchcoat und begann, sich den Bauch unterhalb ihres kleinen Nabels zu streicheln.
Gleichzeitig biegt sie ihren Rücken leicht nach hinten und spürt plötzlich den heißen Atem von Nicole an ihrem Hals und in ihren Haaren. Nicole fährt ihr mit der freien linken Hand zärtlich über den Kopf, und ihre warmen weichen Lippen fangen an, ganz Zart den schlanken Hals von Sandra auf der linken Seite zu berühren.
„Oh mein Gott. Ich muss, nein, ich will doch noch zu ihm. Ich habe es mir fest vorgenommen. Und nun werde ich hier von meiner Freundin verführt. Wo soll das bloß enden. …. Naja, wenn ich eine halbe Stunde später komme …“

Sie hat gar nicht mitbekommen, dass sich ihre Hand selbständig gemacht hat, und schon unter den Stoff ihres hauchfeinen Höschens gewandert ist. Es ist schon ein paar Tage her, dass sie ihren sosorgsam glatt rasierten Venushügel so intensiv berührt hat. In ihr erwacht die Vorstellung, wie es wohl aussehen mag, wenn sie sich selber mit ihren feingliedrigen, frisch manikürten und feuerrot lackierten Fingern berühren würde. So gern stünde sie jetzt vor einem Spiegel. Mit leicht geöffnetem Trenchcoat und ohne Höschen. „Würde Ihn die Vorstellung daran wohl erregen ?“ und kehrt dann mit ihren Gedanken wieder zurück zu Nicole. Der Freundin, deren Finger das wenige Stück Stoff zwischen Sandras Beinen schon zur Seite geschoben haben und ihr feines Spiel direkt auf der so sensiblen Haut weitertreiben. Sehr zielstrebig folgt Nicoles Hand dem feuchten Fluss, der Sandra schon seit einigen Minuten entspringt. Nicoles fordernde Hand zwingt Sandra schon fast dazu sich nach vorn zu beugen und sich im Türrahmen abzustützen. Sie steht nun nach vorn gebeugt im Rahmen ihrer Terassentür und würde zulassen, was auch immer Nicole beliebte zu tun.
Die schönste Erinnerung, die sie aus den letzten Wochen an diese Position hatte, war ein Abend in seinem Haus morgens nach dem Frühstück. An diesem Morgen stand sie völlig unbekleidet in der Küche und wollte noch schnell ein wenig die Unordnung beseitigen, bevor sie unter die Dusche springt. Sie war der Meinung, dass er das Haus schon verlassen hätte. Das war aber ein Irrtum. Als er sie so aktiv und vor allem völlig unbekleidet mit ihrem unbeschreiblich schönen Körper vor sich sah, konnte er nicht anders. Sein Glied wuchs innerhalb von Sekunden auf eine so stattliche Größe heran, dass es einfach schade gewesen wäre diesen pulsierenden Pfahl der Lust, nicht für ein kurzes, heftiges Erlebnis mit Sandra zu teilen. Ohne ein Wort zu sagen, schob er sie vor sich her, packte ihre Hände und wies sie an, sich leicht nach vorn gebückt an der Wand festzuhalten. Sehr bereitwillig folgte sie seinen unausgesprochenen Anweisungen und stellte sich mit leicht gespreizten Beinen an die Wand, bog ihren Rücken durch und wartete darauf, dass er nun mit seinem harten, schön geformten kräftigen Glied in sie eindringt. In diesem Moment hat sie sogar die Hoffnung, dass er ein wenig Öl aus dem Hut zaubert, ein paar Tropfen auf seiner Eichel verteilt und dann mit seinem großen Glied über ihr Hintertürchen in sie eindringt. Es wäre bestimmt zu Beginn ein wenig schmerzhaft gewesen, aber diese paar Sekunden Schmerz waren das unglaublich intensive Gefühl Wert, ihn wirklich ganz tief in sich zu spüren. Und so geschah es auch.
Als wenn Nicole Gedanken lesen könnte. Sie führte nun auch ihre freie Hand zielstrebig an Sandras Vorderseite hinunter. Einen kleinen Augenblick verweilt die Hand oberhalb des Trenchcoats auf Sandras schöner fester Brust. Nicoles rechte Hand zwischen den Beinen und die linke Hand auf ihrer so empfindsamen Brust, lassen Sandra beinahe unbemerkt aufstöhnen. Nie hätte sie für möglich gehalten, schon durch solch wenige Berührungen von einer Frau so sehr erregt zu werden. Ihr Venushügel pulsierte unter Nicoles findigen Fingern. Und die kleinen empfindlichen Brustwarzen warten darauf, von der Hand berührt zu werden, die noch auf dem Trenchcoat lag. –Noch-. Schon ein paar Sekunden später verschwand Nicoles Hand unter dem Stoff und glitt direkt unter den hauchfeinen BH, der nur einen kleinen Teil ihrer erregten Brüste bedeckte. Sandra hatte das Gefühl, nur durch diese kleine zusätzliche Berührung mit der zarten, kühlen Hand zum ersten Höhepunkt des Abends getrieben zu werden. „Oh Gott, wie ich es liebe, wenn meine Brüste fest von geschickten Händen massiert und geknetet werden. -Los Nicole, nimm sie fest, streichele sie, knete sie…“ Ihre Wünsche wurden sogar übertroffen. „Bitte, bitte, ziehe Dein Höschen aus. „ Flüsterte Nicole. „Ich will nur Deine Haut.“ Setzte sie nach. Es war zu merken wie erregt Nicole war. Ihre Stimme bebte ein wenig. Mit kurzen, geübten Bewegung Griff Sandra unter ihren kurzen Mantel und schob ihr Höschen mit einer einzigen Bewegung bis unter die Knie. Sie blieb nach vorn gebeugt stehen und hielt sich nur mit der linken Hand im Türrahmen fest. Das Höschen glitt wie von allein, der Schwerkraft folgend auf ihre Füße. Mit einer schnellen Bewegung des rechten Fußes rutschte das Höschen über den Schuh auf den Terrassenboden. Sie stand nun da. Nach vorn gebeugt, mit freiem Unterkörper undder einen Hand von Nicole zwischen ihren Beinen. Ie andere Hand streichelte und massierte Ihre Brüste unter dem Trenchcoat
Langsam zog Nicole ihre Hand aus dem Trenchcoat, ging hinter Redtube Sandra auf die Knie und führte nun auch diese Hand an den Po von Sandra. Sie konnte nicht anders, als den Trenchcoat hochzuklappen um diese wunderschon rund geformten Pobacken fest anzupacken und bewundernd anzusehen. Einen Moment nur. Dann näherte sie sich mit ihrem Mund und legte ihre Lippen darauf., während sich ihre abenteuerlustige rechte Hand wieder zwischen Sandras Beine bewegte. Sie führte ihre Hand zwischen den schon etwas weiter auseinanderstehen den Beinen hindurch und legte sie ganz sachte vollständig auf den Venushügel und verharrte auch dort ein wenig, während ihr Mund sich über Sandras Hinterteil bewegte und jeden einzelnen Quadratmillimeter von Sandras Haut mit ihren hauchzarten Bissen elektrisierte.
Langsam fing sie an mit ihrem Mittelfinger über Sandras Klitoris zu streichen. An sich selber mochte Nicole gerne etwas festere Bewegungen, wenn sie sich selber befriedigte. „Vielleicht mag Sandra das ja auch?“ Dachte sie insgeheim, als sie mit dem Mittelfinger und Ringfinger geleichzeitig fester anfing Sandras Klit zu massieren. Es wurde ihr mit einem wundervollen Stöhnen gedankt. Es machte sie glücklich, diese Gefühle und Regungen bei Sandra auszulösen. Selber hatte sie nur sehr wenige Erfahrungen mit Frauen gesammelt. Umso mehr wunderte es sie nun, wie es geschehen konnte, dass sie gerade jetzt so unglaublich scharf darauf war ihre Freundin bis zum Höhepunkt zu bringen.
Allein bei dieser Vorstellung entsprang auch ihr ein leises stöhnen und sie musste einmal kurz mit ihrer Hand über ihre Scham streichen, die leider noch unter einer recht engen Jeans verborgen war.
Nicole bewegte ihre Hand weg von Sandras Kitzler und glitt auf der glatten feuchten Haut ein paar Zentimeter weiter hinunter und bewegte ihre beiden aktiven, gepflegten Finger vor den Eingang von Sandras Zentrum der Lust. Sie spürte förmlich wie Sandra diese liebevollen, schlanken Finger in sich spüren wollte. Sandra öffnete ihre Beine noch ein wenig mehr und Nicole führte ihre beiden Finger in Sandra ein. Es fühlte sich so warm, weich und empfindsam an, dass sie sich erst einmal nur auf ihre Hand in Sandra konzentrierte. Was für ein Bild. Ob die Nachbarn das Liebesspiel beobachten würden. Beiden gefiel der Gedanke, dass sich der eine oder andere Nachbar vielleicht sogar selbst befriedigen würde, während er die Frauen beobachtet. Sandra stöhnt und bewegt sich Nicoles Bewegungen entgegen. Ein dritter Finger wird ins Spiel gebracht und Nicole schiebt diese drei so tief sie kann in Sandra hinein. Sie fängt an mit festen Stößen in Sandra einzudringen. Ja, sie nimmt Sandra beinahe so wie es ein Mann tun würde. „Ich ficke Sandra gerade und würde gern noch weiter gehen.“ Geht ihr durch den Kopf als Sandra sagt “In der rechten Schublade vor mir liegt mein Spielzeug. Hast Du Lust ?“ Das ließ sich Nicole nicht zweimal sagen, ließ kurz von Sandra ab und öffnete die Schublade des weißen, hochglänzenden Lowboards. Darin lag unter anderem ein wunderschön geformter schwarzer Dildo. Ungefähr 4cm im Durchmesser und etwas länger als 20 cm. Daneben ein kleines lilafarbenes Fläschchen mit Intimöl. Sie nahm beides heraus und hockte sich wieder hinter Sandra. „Wie passend zum schwarzen Trenchcoat“ dachte sie und lächelte. Sie benetze den Dildo mit ein wenig Öl und fuhr dann mit ihm am BAuchnabel beginnend mit der kühlen Spitze dieses so wundervoll geformten Spielzeuges von Sandras Bauch hinunter zu Sandras Scham. Sie fing an, den Dildo fest in die Hand genommen, mit der Spitze die Klit von Sandra zu massieren. Gleichzeitig verwöhnte Sie Sandras Po wieder mit ihren leidenschaftlichen Bissen. Sandra bewegte ihr Becken dem Rhythmus der Berührungen des Dildos folgend, der sich weiter hinunter gen Lusthöhle bewegte. „Schieb ihn mir doch endlich rein. Ich will, dass Du mich jetzt auf der Stelle fickst.“ Dachte Sandra, die sich aber noch nicht wirklich traute diese Worte auszusprechen. Wie von allein glitt das Spielzeug in sie hinein. Es war für sie, als wenn er, mit dem sie nachher noch einige Höhepunkte haben will, selber in sie eindringt. Sie genoss es. Dieses Gefühl der Spannung in ihrem Unterkörper. Sie war froh darum, das Gefühl so intensiv genießen zu können, wenn ein Mann in sie eindrang. Sie war so schön eng gebaut, dass ihr schon das auseinanderdrängen ihres Muskelrings eine unbändige Lust verschaffte. Erst etwas vorsichtig aber dann immer heftiger schob Nicole den schwarzen Dildo mit gleichmäßigen Zügen in Sandra hinein und zog in bis auf ein paar wenige Zentimeter wieder hinaus. Das Stöhnen von Sandra wurde lauter und lauter. Jetzt musste auch der letzte Nachbar doch mitbekommen, was auf der Terrasse vor sich geht. Es war unglaublich, zu erleben, wie Sandra zitterte und bebte. Nicole hatte das Gefühl, einen Vulkan zu ausbrechen zu bringen. Sandra krallte sich förmlich in den Rahmen der Terrassentür und kreiste mit ihrer Hüfte um dieses künstliche, harte, schwarze Glied herum, als gäbe es kein Morgen mehr. Sandra hatte alles um sich herum vergessen und wollte nur noch dieses atemberaubende Gefühl verspüren, das Nicole ihr verschaffte. Noch nie hatte sie erlebt, wie eine Frau mit ihrem eigenen sorgfältig ausgesuchten Spielzeug in sie eindrang. Noch nie hat ihr das Spiel mit einem künstlichen Gegenstand, der nur der nur ein Ersatz sein soll, soviel Lust bereitet.
Und dann kam sie…..
In Ihr zog sich jeder einzelne Muskel zusammen. Ihr Körper war wie elektrisiert. Spannung und Entspannung lösten sich sekundenschnell von einander ab. Die Welt schien sich zu drehen. Ihre Beine gaben nach. Und dann dieses erlösende Zittern, das ihr durch den Körper fuhr. „Wow. Was habe ich denn hier gerade erlebt ?“ fragte sie sich laut, während Nicole den Dildo langsam, Millimeter für Millimeter aus ihr herauszog und dabei zufrieden lächelte. Sandra richtete sich langsam auf, wandte sich Nicole zu und reckte sich mit dem ganzen Körper. „Du solltest Dich jetzt aber beeilen. Der besondere Abend beginnt gleich.“ Sagte Nicole und hockte noch einmal vor Sandra. Dabei schob sie den unteren Teil des Trenchs auseinander und fuhr Sandra ganz zart mit der Zungenspitze über die Mitte der noch leicht geöffneten Schamlippen, umspielte ganz kurz den Kitzler und erhob sich mit einer geschmeidigen Bewegung.
Die beiden jungen Frauen sahen sich in die Augen, lächelten sich an und dachten beide nur drei Worte „Wir verstehen uns.“ Sandra hob ihr Höschen auf und ging noch einmal kurz ins Bad, um sich zu richten. Das Höschen steckte sie in die rechte Seitentasche des kurzen Mantels und nahm sich vor auf dem Weg zum ihm, noch einmal an der Tankstelle zu halten, von der sie wusste, dass sich dort regelmäßig die Halbstarken treffen und über ihre aufgemotzten Autos diskutierten. „Vielleicht fällt mir ja, kurz bevor ich in mein Auto einsteige, der Autoschlüssel auf den Booden.“ dachte sie und stellte Youporn sich vor, dass diese Jungs sehen könnten, dass ihr mindestens ein Kleidungsstück unter dem Trench fehlt.
„Und was machst Du jetzt?“ fragte sie Nicole. „Och, wenn es ok ist, dann bleibe ich noch ein wenig hier auf der Terrasse und ziehe nachher die Tür hinter mir zu.“ Dabei schaute sie mit einem recht eindeutigen Blick rüber zu dem Spielzeug, das sie auf dem Lowboard abgelegt hat. Sandra ging mit einem Lächeln aus dem Haus und freute sich über das vergangene Vorspiel.

In ein paar Tagen werde ich eine weitere Kurzgeschichte aus dem Leben von Sandra und Nicole verfassen.